Appennino bolognese: le Case della Comunità al centro di un nuovo modello di cura
Pubblicato da il 25/09/2026
Siglato l’accordo tra Azienda USL, Unione dei Comuni e VOLABO
Appennino bolognese: le Case della Comunità al centro di un nuovo modello di cura partecipato e di prossimità. Siglato l’accordo tra Azienda USL di Bologna, Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e VOLABO per trasformare i presidi territoriali in luoghi di partecipazione
Portare la salute e i servizi sempre più vicini alle persone, unendo l’assistenza sanitaria all’integrazione sociale e al coinvolgimento attivo dei cittadini. È questo l’obiettivo dell’accordo siglato tra l’Azienda USL di Bologna, attraverso il Distretto dell’Appennino Bolognese, l’Istituzione Servizi Sociali, Educativi e Culturali dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e VOLABO – Centro Servizi per il Volontariato della Città Metropolitana di Bologna.
L’intesa punta a dare piena attuazione al modello regionale “#Casa Community Lab”, accompagnando l’evoluzione delle Case della Salute verso le nuove Case della Comunità.
In un territorio montano e vasto come quello dell’Appennino Bolognese, la prossimità non è intesa soltanto come distanza geografica, ma anche e soprattutto come vicinanza relazionale. Un approccio che riconosce il valore delle reti sociali, delle relazioni di comunità e della partecipazione dei cittadini, affinché la cura e la prevenzione diventino un patrimonio condiviso.
Il progetto si propone di rafforzare il legame tra i servizi e le comunità locali, valorizzando le risorse già presenti sul territorio e favorendo nuove occasioni di collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini.
Principali obiettivi:
- I giovani protagonisti del territorio: attraverso laboratori di cartografia sociale, i ragazzi diventeranno co-autori di una mappatura integrata del territorio, aiutando a far emergere fragilità, barriere, risorse e reti di benessere;
- Gli anziani come “sentinelle di prossimità”: valorizzazione della popolazione anziana per costruire un’alleanza intergenerazionale e rafforzare il mutualismo di vicinato;
- Formazione congiunta e rete con il Terzo Settore: operatori sanitari, sociali, volontari e cittadini lavoreranno insieme affinché le Case della Comunità siano percepite non solo come luoghi di cura sanitaria, ma come punti di riferimento per il benessere integrato;
- Lavoro di squadra istituzionale: a guidare il percorso sarà una Cabina di Regia strategica che coinvolgerà il Distretto Sanitario, i servizi sociali dei Comuni, i referenti delle politiche giovanili e le associazioni di volontariato.

Alessandro Santoni
“Nelle nostre comunità montane la solidarietà e il mutuo aiuto sono da sempre valori fondamentali – spiega Alessandro Santoni, Presidente dell’Istituzione dei Servizi Sociali Educativi e Culturali -. Sono un patrimonio prezioso, che dobbiamo continuare a coltivare e rafforzare, soprattutto in un territorio nel quale le distanze e le fragilità sociali possono rendere più complesso l’accesso ai servizi e alle opportunità. Con questo progetto vogliamo trasformare la prevenzione e la cura in un percorso culturale e relazionale condiviso, coinvolgendo direttamente le associazioni, i giovani e i cittadini nella progettazione dei servizi di salute del territorio. La salute, infatti, non riguarda soltanto le prestazioni sanitarie, ma anche la qualità delle relazioni, la capacità di riconoscere i bisogni e la possibilità di costruire risposte insieme. La collaborazione tra istituzioni, servizi e volontariato rappresenta un passaggio importante per valorizzare le risorse delle nostre comunità e rafforzare un modello di assistenza sempre più vicino alle persone”.
Il progetto sarà attivo fino al 31 dicembre 2027 ed è finanziato nell’ambito del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza.
Fonte: Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese