Camugnano, 21 febbraio 2025. Consiglio straordinario sull’eolico: “No bipartisan alle mega-pale”
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il 21/02/2025
Oggi verrà approvata una mozione contraria al progetto Santa Chiara presentato al ministero.
Un consiglio straordinario per fermare le pale eoliche. Si terrà oggi a Camugnano. “Lunedì prossimo – esordisce il sindaco di Camugnano Masinara – scadranno i termini per la presentazione di osservazioni alla procedura di valutazione ambientale del progetto di Santa Chiara srl. l’assemblea approverà all’unanimità una mozione di opposizione all’impianto.
Vogliamo essere a fianco delle persone che stanno contrastando questo progetto calato dall’alto. Camugnano è molto interessata alla produzione di energia da fonti rinnovabili, però le strade da percorrere sono altre.
Seguiamo con interesse le evoluzioni delle comunità energetiche appena nate sul territorio”. L’azienda Santa Chiara, dopo la sospensione del primo progetto da parte di Arpae, per mancanza di uno studio accurato sulla ventosità della zona, lo ha ripresentato, aumentandone la potenza complessiva, al Ministero, competente per gli impianti che superano la soglia 30 MW.
Nei giorni scorsi sono già arrivate diverse osservazioni presentate da associazioni e privati cittadini, probabilmente sensibilizzati dall’assemblea pubblica del comitato No Eolico dello scorso 9 febbraio. Il Comune di Camugnano, oltre al documento approvato dal consiglio, ha già pronta una seconda osservazione di natura tecnica.
“Ci sono diversi aspetti – specifica il sindaco – degni di attenzione. A livello acustico, nella ‘camera bianca’ dell’Appennino un aumento costante del rumore di fondo, sebbene entro i limiti di legge, provocherebbe conseguenze rilevanti. In più gli aspetti idrogeologici, legati alle fondazioni delle pale e alle strade di cantiere. Sul crinale fra Trasserra e Camugnano c’è una stazione della rete nazionale dell’Istituto di geovulcanologia che sarebbe da spostare ad almeno dieci chilometri dalle pale. Infine la ventosità: da un’ analisi più realistica sembra risultare uno sfruttamento medio del 5% rispetto alla potenza nominale dell’impianto”.
Fonte: Il Resto del Carlino – 21 febbraio 2025